Il caffè e la prevenzione della demenza senile

 

 

Il caffè è una delle bevande più consumate del mondo tanto che la popolazione mondiale viene divisa in consumatori di thè e consumatori di caffè. Degli effetti sulla salute di questa bevanda se ne è già parlato in un precedente numero di questo giornale. In particolare è noto il suo effetto stimolante sul sistema nervoso centrale. Bere il caffè la sera è il miglior modo per dormire di meno, e gli studenti sanno che le notti prima degli esami sono più insonni ma proficue da un punto di vista dell’apprendimento.
Ma il caffè è anche un diuretico, quindi prenderne un po’ in più al momento degli esami non è consigliabile in quanto già l’emotività spinge a correre in bagno, col caffè occorrerà restarvi più a lungo. L’effetto stimolante sui centri nervosi viene anche sfruttato dagli autisti che, dovendo percorrere lunghe distanze nelle ore notturne ne tengono sempre un thermos caldo nella cabina di guida. Occorre però fare attenzione. Per brevi tratti va bene, ma alla lunga il colpo di sonno può colpire all’improvviso e provocare incidenti letali. Quindi, se si ha sonno mentre si è alla guida, il caffè va bene ma se i chilometri sono tanti è indispensabile fermarsi e dormire.
Per quanto riguarda il thè, in particolare il thè verde, sembra che il suo uso sia tra le cause della particolare longevità delle popolazioni del Tibet.
Ma anche il caffè sembra espletare effetti benefici sui processi dell’invecchiamento.
Una recente ricerca ha dimostrato che nelle donne in particolare, 50 mg al giorno di caffeina, equivalenti più o meno a tre tazzine di caffè al giorno, riducono il decadimento cognitivo dell’anziano e proteggono dalla demenza senile.
La ricerca è stata recentemente pubblicata da ricercatori della Wisconsin-Milwaukee University, che durante tale indagine hanno studiato 6.467 donne con età pari o superiore a 65 anni. Lo studio si è protratto per oltre 10 anni, così da poter coinvolgere un numero di pazienti statisticamente significativi.
Al termine dei dieci anni sono emersi 388 nuovi casi di demenza e dall’elaborazione dei dati, i ricercatori hanno calcolato che le donne che consumano 261 mg di caffeina al giorno hanno meno probabilità di sviluppare demenza (dal punto di vista statistico la hazard ratio = 0,74, 95%, l’intervallo di confidenza [0.56, 0.99], p = 0,04) rispetto a quelle che ne consumano solo 64 mg (l’equivalente più o meno di una tazzina).
L’analisi statistica è stata rivista e corretta, prima della pubblicazione, facendo tutti gli aggiustamenti necessari per i fattori di rischio quali terapia ormonale, età, razza, educazione, indice di massa corporea, la qualità del sonno, la depressione, l’ipertensione, le malattie cardiovascolari, il diabete, il fumo, e il consumo di alcol.
I dati pubblicati sono, del resto, in linea con simili ricerche già note, che ricevono così un ulteriore verifica e conferma.
Quindi, tre tazzine di caffè al giorno probabilmente possono salvare le donne dai neurologi, ma sicuramente le possono rendere più nervose.

Per saperne di più:

Driscoll I, et al. J Gerontol A Biol Sci Med Sci. 2016 Sep 27

In evidenza:

Il caffè è un diuretico, tale effetto è potenziato dall’emozione degli esami.
Il sonno alla guida non si supera con il caffè ma con una pausa di sonno
Soprattutto per la donna il bere caffè protegge dalla demenza senile.

raffaeleiandoli.ilponte@gmail.com

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