La gratuità

 

 

Ho ripreso tra le mani il libro di Maria Ignazia Angelini, “Mentre vi guardo” (editrice Einaudi), nel quale la badessa di Viboldone ci parla delle cose di Dio con una naturalezza ed una semplicità disarmanti. Una bella lettura, in tempo di Quaresima!
“Parlare della gratuità è come parlare del chicco di grano che cade per terra e muore, ma poi nasce un’altra pianta. Oggi non c’è nulla di cui gli uomini abbiano più sete e fame  che di gratuità, laddove gli idoli hanno fatto apparire più rassicurante la logica del profitto, del vantaggio, dell’accumulo”!
Proviamo a pensare, per un attimo, cosa potrebbe succedere se i nostri uomini politici riuscissero ad apprezzare questo ragionamento così semplice. Essi che sono, sempre, alla ricerca del consenso. Quante persone potrebbero affascinare se provassero a muoversi nella logica della gratuità! E quanti cittadini, delusi e scoraggiati, si sentirebbero coinvolti dall’impegno gratuito dei politici finalizzato a risolvere i loro problemi! Perché, se essi fossero seriamente convinti della gratuità del proprio impegno, nessuno si confronterebbe con la Politica pensando, solo, agli interessi personali. Nessuno si aspetterà che il politico di turno risolva, solo, il proprio problema. Riusciremmo, finalmente, ad usare il “NOI” e potremmo guardare ai problemi di tutti, alla cui soluzione seguirà, certamente, la soddisfazione anche dei nostri bisogni individuali!
Ecco: “la gratuità esce dalla logica della causa e dell’effetto, non considera categorie quali utile ed inutile, migliore o peggiore. La gratuità non sa dare ragione di sé. Ha a che fare con il mistero della libertà. La gratuità ha e sprigiona una corrente di libertà”! (sempre la Angelini citata).
Proviamo, solo, ad  immaginare la rivoluzione che la gratuità potrebbe portare nei comportamenti dei politici!
Le scelte della politica non sarebbero misurate da certi aggettivi (utile, inutile), peraltro applicati solo a vantaggio di pochi. E i politici non dovrebbero preoccuparsi  degli effetti (o delle cause) delle leggi che approvano: tutto sarebbe, finalmente, guidato ed orientato solo dal bene comune!
A riflettere bene, certi politici dovrebbero “piangere” pensando al fatto che “la gratuità … ha a che fare con il mistero della libertà”! Che tristezza accorgersi che, malgrado il potere ed il successo, manca loro il bene più grande che l’uomo possa avere: la libertà! Asserviti come sono, più di tanti altri, agli idoli del mondo!
Parlavo di queste cose con il solito amico, pessimista, che ha replicato aspramente: “Si vede che sei un sognatore …. ma veramente credi che possano esserci politici che sappiano praticare la gratuità come stile di vita?”
Ebbene, debbo confessare che ci credo! Perché, mentre ascoltavo questi rimproveri pensavo a La Pira: uomo di grande libertà e capace di immensa gratuità! Certo, non se ne vedono, in giro, persone di quella tempra spirituale! Tuttavia, mi  danno coraggio alcune proposte dei 5Stelle: la riduzione delle indennità (con devoluzione delle somme al fondo per le piccole e medie imprese, gestito dal Ministero dell’Economia e non dal “tesoriere” del movimento), il limite dei mandati, il concetto dei politici come persone “responsabili”  e, quindi, “licenziabili” dai cittadini …. etc! E una volta tanto mi piace sognare che un virus “buono” possa diffondersi e contaminare tutti!
Per questo, abbiamo il dovere di essere ottimisti e di non arrenderci facilmente! Perché il mondo che ci circonda (anche quello della politica) potrebbe stupirci oltre ogni immaginazione. E perché, come suggerisce il Santo Padre, dovremmo sempre sperare nella capacità di conversione degli uomini, anche dei più grandi peccatori! E’ necessario, solo, affascinarli alla nostalgia di Dio: incoraggiarli, sollecitarli e mai abbandonarli alle loro sbagliate convinzioni!
“Dio ha sete di esser desiderato”, scriveva Sant’Agostino! Perciò, dovremmo aiutare i politici, tutti, anche i non credenti, a scoprire la straordinaria forza di questa verità. Sarebbe bello rivederli, come  nella scena del pubblicano al tempio, mentre dicono al Padre: “Sii misericordioso per me! Non l’uomo umiliato, non la persona falsamente svilita: ma chi integra le proprie ombre alla luce della fede, i propri limiti, la propria debolezza e vulnerabilità, senza mistificarle e senza esserne schiacciato”!
Quanto sarebbe bello se il mondo (anche la nostra piccola comunità) fosse sconvolto dalla regola della gratuità: mai più affaristi, mai più corrotti, mai più arrivisti e mistificatori, mai più predatori dei beni di tutti!
Lo scrivo per i politici (e per i pessimisti che si angustiano tanto): tutto è possibile! Basta solo crederci, basta convincersi, basta saper discernere la realtà e scegliere tra quello che vale e quello che non vale, basta seguire la “Via” giusta, senza incertezze e senza timori. Sapendo, come dice il Salmo 119 nella traduzione che piace tanto alla Badesssa di Viboldone, che “la purezza dell’umano è la gratuità dell’amore, non il raggiungimento di una cima eletta”!
Se riuscissimo, per un attimo, a riflettere su quel “chicco di grano che cade per terra”,  che sembra morire … ma dal quale “nascono altre piante …”, saremmo, già, con un piede nel futuro…! E, forse,  riusciremmo a vedere gli orizzonti sconfinati che possono aprirsi per gli uomini  del nostro tempo, specialmente per i più giovani: soprattutto, per quelli che sentono ancora forte la vocazione all’impegno sociale e politico, libero e gratuito ….!

michelecriscuoli.ilponte@gmail.com

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