LA SCUOLA AL SUD? RICEVE RISORSE DI BEN QUATTRO VOLTE INFERIORI AL NORD

La scuola del Sud è decisamente penalizzata:le risorse destinate al Mezzogiorno sono inferiori di ben 4 volte a  quelle del Nord Italia.

A cura di ALFONSO SANTOLI

Da uno studio realizzato da “Open polis” emerge un divario che si è formato in Italia negli ultimi anni a causa del sottofinanziamento delle Regioni e dei Comuni del Sud Italia dove l’8% della spesa pubblica va all’istruzione.

Milano è la città italiana che può spendere di più per l’istruzione e il diritto allo studio (206,05 euro pro capite),seguono Bologna con 204,3 euro,Verona con 171,5 euro,Firenze con 159,5 euro. All’undicesimo posto per il Sud troviamo Bari con 83,27 euro pro capite,  segue Avellino con 64,6 euro,Napoli con 51,27 euro, Messina con 42,18 euro. Il divario genera una diversità di trattamento tra lo studente di Bari,Napoli o Messina che avrà meno servizi nella fase di formazione rispetto ad un collega di Milano o Torino. La Regione Lombardia solo nel 2019 ha assegnato 420 milioni di euro per assicurare il diritto allo studio ai suoi giovani,mentre la Puglia è danneggiata da minori trasferimenti dello Stato, con l’assegnazione di 32 milioni di euro per le sue Scuole e Università,quasi il doppio all’Emilia Romagna:60 milioni di euro,dal che si deduce che il personale è insufficiente. Nelle scuole del Nord ogni professore insegna in media a 10 studenti, al Sud per ogni insegnante ci sono 13,5 alunni. Al Nord le scuole pubbliche sono 3.266 e i docenti 356.100,in ogni Istituto 109 docenti,al Sud le scuole di ogni ordine e grado sono 2.528 con 231.051 docenti,in ogni Istituto sono impegnati mediamente 91 insegnanti. Per quanto riguarda gli asili nido pubblici il Consiglio europeo sin dal 2002 stabilì gli obiettivi per la crescita di quelli pubblici e gli Stati dovevano impegnarsi ad offrire ai bambini di 3 anni almeno il 33% dei servizi. Ma il tutto è stato in buona parte disatteso. Nella provincia di Reggio Calabria i posti pubblici su un totale di 1.514 sono 312 (il 20%), a Caserta sono 217 (il 14%) su un totale di 1.512 posti. Nella provincia di Foggia i posti pubblici sono 513 (il 24,9%) su un totale di 2.062. Al Nord la situazione è rovesciata. Ad esempio a Modena dove i posti negli asili sono 6.273, dei quali pubblici sono 4.967 (il 79,2%). A Bologna i posti negli asili nido sono 10.401,quelli pubblici 7.991. Grazie alla “buona e corretta” informazione ci si accorge sempre più delle ragioni e delle cause all’origine del divario territoriale, la Questione Meridionale è più che mai attuale!

Alfonso Santoli 

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