LA SOFFERENZA DI PAPA FRANCESCO, GLI AFFARI ECONOMICI DEL VATICANO

A cura di Mario Barbarisi

Ancora una brutta notizia per i fedeli della Chiesa cattolica, ma lo è ancor di più per il Santo Padre, costretto, suo malgrado, a fare i conti (è proprio il caso di dire!) con intrecci e trame nascoste che conducono ad investimenti realizzati con fondi che provengono dalle offerte. Il danaro, definito dallo stesso Francesco “sterco del diavolo”, perché un uso improprio allontana dalla Fede. Questa volta “lo scandalo” parte da una inchiesta pubblicata dal Corriere della Sera (edizione del 4 /XII). Dalle colonne del giornale si fa riferimento ad una Società con sede a Malta, con varie ramificazioni che conducono ad interessi e partecipazioni economiche e finanziarie dirette del Vaticano. Siamo, ovviamente convinti (almeno noi! – ndr-) che il Papa sia all’oscuro di questa vicenda, che, se confermata, contribuisce ad alzare altre ombre sull’operato di una parte del clero, la stessa parte, probabilmente, che oppone una fervida resistenza alle operazioni di trasparenza, più volte invocate dal pontefice. Certo colpisce l’attaccamento al danaro da chi, come ha ribadito il Papa, in più occasioni, dovrebbe guardare a ben altri valori. È significativo, a nostro avviso, uno dei passaggi del Corriere della Sera, che riportiamo di seguito. Nell’inchiesta si citano investimenti operati nel settore delle utenze, in particolare Acqua, luce e gas. Specie nel caso dell’acqua, Francesco si è reso protagonista di un impegno straordinario sostenendo nell’Enciclica LAUDATO SÌ che il Creato va rispettato e con esso le risorse naturali, in quanto tali, sono pubbliche, appartengono a tutti e non è eticamente corretto ricavare utili dalle risorse e dai beni della natura. I fatti, almeno in questo caso, dimostrano che esiste una Chiesa che guarda altrove. È doveroso ricordare che papa Francesco ha disposto una indagine per verificare e procedere, ove necessario, affinché simili “macchie” siano definitivamente cancellate, al fine di ricondurre chi sbaglia sulla retta via.

Gas, luce e acqua. Crasso punta anche sull’acqua. Centurion ha investito 4,7 milioni di euro nel veicolo Cristallina Holding che ha rilevato l’Acqua Pejo e Goccia di Carnia, insieme con altri soci italiani come la holding della famiglia Borromeo. Ma non manca la new economy. A ottobre 2018 Centurion ha rilevato il 10% di Abbassalebollette, una startup che offre soluzioni via internet per risparmiare sulle bollette di luce e gas: 60 mila euro di giro d’affari nel 2018 e 39 mila di perdita. Prezzo per la quota? Circa 1,27 milioni. Se andasse male, in Vaticano potranno chiederne conto al presidente di Snam, Luca Dal Fabbro, che è ben introdotto nella Segreteria del Papa. Abbassalebollette è della sua famiglia.”

(dal Corriere della Sera-4 dicembre 2019 )

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