BASTA UNA SEMPLICE INIEZIONE CONTRO L’OBESITA’

In lingua latina “obesitas” indicava  la condizione di essere grosso, grasso e derivava da “esum” participio passato del verbo “edere” (mangiare) con il prefisso “ob” che significa  “a causa di”. L’”obesitas” oggi è la patologia principe della società del benessere, anche se non esclusiva. E’ anche la maggiore causa di morte prevedibile nel mondo e sta diventando il problema più grave di salute pubblica del XXI secolo. Non può però essere considerata il simbolo della ricchezza, perché proprio le fasce più svantaggiate economicamente  sono quelle che mangiano più carboidrati rispetto a frutta e verdura che costano di più.
Per l’obesità esiste anche un livello psicologico ed uno genetico. L’obesità può sconvolgere la vita di una persona. Chi è obeso è isolato e vituperato con una vita sociale difficile. Soprattutto i bambini che sono in sovrappeso hanno un rapporto difficile con il proprio corpo e con i compagni di scuola e di gioco, che fa in modo che l’isolamento aumenti sempre più, contemporaneamente alle abitudini sedentarie.
In diversi studi si è sottolineata la componente genetica nella natura multifattoriale dell’obesità. Ci sono fattori genetici combinati che favoriscono la capacità di perdere peso e di mantenerlo in certi limiti più che accettabili.
L’obesità, ma anche il sovrappeso, sono fortemente disabilitanti, con elevato rischio per la salute dell’uomo, che vede ridotta la propria capacità lavorativa con i contemporanei disturbi cardiovascolari, endocrini e metabolici che modificano  di molto in senso peggiorativo l’aspettativa di vita.
La settimana scorsa, precisamente il 10 ottobre, si è tenuta “l’Obesity day”, giornata dedicata al sovrappeso…. molto elevato e si è ampiamente discusso sulla ereditarietà e sulla fisiopatogenesi che viene considerata, tra i tanti suoi aspetti, anche neuroendocrina.
Nei P aesi occidentali, dove l’obesità è una prerogativa ma non esclusiva, un terzo degli abitanti è sovrappeso. Nel 1999 in Italia  il 9% della popolazione era  obesa ed il 33% in sovrappeso, contro il 10% ed  il 34,2% di oggi.               In Europa siamo ultimi insieme a Grecia e Spagna, ma la statistica peggiore riguarda i bambini, che vede l’Italia all’ultimo posto e la Campania ultima  tra le regioni.
Per ridurre il peso corporeo si utilizza spesso l’associazione di una dieta restrittiva in senso calorico e la somministrazione di un periodo quotidiano di esercizio fisico e non di sport di tipo agonistico che può far solo male. Si raggiunge in breve il calo ponderale, ma poi subito dopo l’ago della bilancia tira un brutto scherzo e risale. Una strategia di mantenimento è quella che ci vuole a questo punto, ma non esiste un qualcosa che blocchi il peso su quello forma. O almeno non esisteva fino a settembre scorso, allorquando negli Stati Uniti è stata messa a punto una strategia terapeutica che si annuncia straordinaria.
Alla Mayo Clinic di Rochester, grande centro di ricerca di fama mondiale in una piccola città di uno degli Stati più a nord d’America: il Minnesota, un gruppo di studiosi  ha utilizzato un farmaco che consente di mantenere il peso corporeo ottenuto negli animali ex- obesi. Si tratta di una semplice iniezione che blocca la grelina, detto anche “l’ormone della fame” e fa in modo che non si riprenda peso per un lungo tempo dopo la dieta. Lo studio, pubblicato sulla rivista dell’Accademia Nazionale delle Scienze targata U.S.A., sottolinea il breve periodo di osservazione e soprattutto il fatto che l’esperienza è stata finora  condotta solo su animali. Infatti, i maggiori successi in via sperimentale sono stati quelli sui topi di laboratorio, che prima erano stati “ingrassati” e poi “dimagriti”. Ad ognuno è stata  somministrata una sola iniezione di butirilcolinesterasi,  che è stata capace di inibire la grelina e, sembra, che sia avvenuto il miracolo di mantenere il peso forma.
L’obesità continua ad essere la malattia più difficile da curare, perché pur essendo la più diffusa al mondo è l’unica per cui non esistono medicine. Abbiamo a disposizione la chimica contro i tumori, contro le malattie metaboliche e contro la malattie rare, ma non abbiamo un solo farmaco che vince l’obesità e che non sia solo un po’ di fantasia pubblicitaria non dimostrabile scientificamente. L’iniezione contro l’obesità è il primo passo. Si tratta di aspettare, anche se bisognerebbe fare in fretta, perché obesità e sovrappeso sono veramente un rischio  enorme per la salute.

gianpaolopalumbo.ilponte@gmail.com

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