FONDI DELLA REGIONE CAMPANIA A FAVORE DELLE ATTIVITA’ PROFESSIONALI

 

 

La Regione Campania ha stanziato 10 milioni di euro per i liberi professionisti (che fa parte di una stanziamento più ampio di 17 milioni), per aiutarli ad avviare o sviluppare la loro attività attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie ed innovazioni digitali, con priorità per gli under 35. A tal proposito, già a partire dallo scorso 2 maggio i titolari di partita IVA campani potevano fare domanda per accedere ad un contributo nel limite massimo di 25.000 euro a fondo perduto per gli investimenti nella propria attività.
Il bando è dedicato, infatti, a tutti i liberi professionisti già dotati di partita IVA ovvero alle persone fisiche che intendono aprirne una (entro 15 giorni dalla notifica del decreto di concessione del contributo) purché il luogo di esercizio prevalente dell’attività professionale sia in uno dei comuni della Regione Campania.
I beneficiari devono essere in possesso di alcuni requisiti, tra i quali: la regolarità contributiva per quanto riguarda i pagamenti e gli adempimenti previdenziali, assistenziali ed assicurativi, la regolarità con riferimento agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse e, ove richiesta dall’attività professionale, l’iscrizione all’albo o ordine professionale. E’, inoltre, necessario avere la piena disponibilità dell’immobile oggetto dell’investimento, ossia essere proprietari ovvero titolari di un diritto di godimento, in virtù, ad esempio, di locazione, usufrutto o comodato.
Il bando che è aperto anche associazioni di professionisti, prevede, come anzidetto, un criterio di “priorità” per i giovani professionisti con età non superiore a 35 anni, almeno uno in caso di associazioni. Ciò comporta che i progetti di investimento proposti da soggetti che non presentino tale requisito, saranno ammessi al finanziamento solo nel caso e nella misura in cui, dopo la valutazione dei piani dei soggetti richiedenti con “priorità”, risultino fondi residui disponibili.
Il finanziamento viene concesso in conto capitale, ossia a fondo perduto ed il valore del contributo è compreso tra un minimo di 5.000 euro ed un massimo di 25.000 euro, pari al 50% dei costi ritenuti ammissibili. Il che significa che occorre spendere complessivamente 50.000 euro per ottenere un contributo in fondo perduto di 25.000 euro. Gli importi si intendono tutti al netto dell’IVA che, pertanto, dovrà essere sostenuta dal libero professionista.
E’ possibile impiegare i fondi esclusivamente nelle spese indicate nel bando, che sono:
a) macchinari, impianti professionali, attrezzature ad alta tecnologia, impianti finalizzati allo sviluppo di modalità di gestione digitale dell’attività professionale, hardware. Tali spese possono arrivare ad un ammontare massimo pari al 70% dell’investimento complessivo;
b) arredi ed attrezzature varie, compresi notebook e tablet, fino ad un massimo del 20% dell’investimento ammissibile;
c) acquisto di brevetti e licenze, Know-how e conoscenze tecniche non brevettate, connessi all’esercizio della professione, fino ad un massimo del 30% dell’investimento ammissibile;
d) programmi informatici funzionali all’esercizio dell’attività professionale, come le attività di progettazione di architetture telematiche, di hosting, di gestione data-base, strumentali all’esercizio della professione, fino ad un massimo del 50% dell’investimento ammissibile.
Le spese possono essere sostenute dopo la presentazione della domanda di contributo ed entro 18 mesi dal provvedimento di concessione. Per i soggetti che, all’inoltro della domanda, non abbiano partita IVA, fa data l’apertura di quest’ultima.
Per sostenere le spese è necessario procedere tramite bonifico bancario con addebito su un conto corrente dedicato alle transazioni del programma finanziato – anche in via non esclusiva – sul quale verranno, altresì, progressivamente accreditate le tranche di finanziamento e gli ulteriori importi a copertura del 100% della spesa.
Va evidenziato, inoltre, che i beni che vengono acquisiti col contributo devono essere conservati per un periodo di tempo di almeno cinque anni dalla conclusione dell’intervento.
L’erogazione del contributo avviene per stato di avanzamento e saldo finale, due in totale. Ciò comporta che i contributi sono erogati a fronte di apposita richiesta del beneficiario sulla base delle spese effettivamente sostenute, che devono essere dimostrate attraverso fatture o altri titoli di spesa fiscalmente regolari e quietanzati. Il primo stato di avanzamento presentato deve corrispondere ad almeno il 30% dell’importo ammesso mentre il secondo sarà quello, a saldo, alla scadenza del programma di investimento e dovrà essere accompagnato dalla rendicontazione finale di spesa. E’ prevista la possibilità di richiedere un’anticipazione per i beneficiari di un contributo superiore a 5.000 euro. L’anticipazione potrà essere pari al 30% del contributo spettante e richiede la presentazione di una polizza fideiussoria.
Per richiedere il contributo è necessario presentare una domanda in formato elettronico, registrandosi sulla piattaforma informatica della Regione Campania disponibile sul sito internet www.regione.campania.it dove è possibile trovare tutta la modulistica. Prima di procedere alla compilazione della domanda occorre dotarsi di firma elettronica che serve per validare la domanda stessa.
La scadenza finale per la presentazione delle domande di accesso ai contributi, che è iniziata già a far data del 2 maggio scorso, è prevista entro e non oltre le ore 18.00 del 18 giugno 2017 (in origine era il 31 maggio).
Si ricorda che il bando prevede un’istruttoria secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande fino ad esaurimento della dotazione finanziaria programmata.

francoiannaccone.ilponte@gmail.com

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