ARGENTINA AI MONDIALI CON “MAGLIE FALSE”

Sarebbero di origine dubbia le Trentotto maglie blu indossate ai Mondiali disputati nel 1986 in Messico da Maradona e compagni argentini nell’epico scontro con l’Inghilterra. Molto probabilmente,a quanto pare,comprate in fretta in uno dei mercatini popolari di Città del Messico, gli stemmi cuciti senza sosta nella notte e numeri attaccati col ferro da stiro. È questa la storia che farebbe da cornice ad una delle partita di calcio più celebre con i gol più famosi della storia del calcio e che ha visto ancora una volta protagonista la leggenda del Pibe de Oro. Ma perché comprare maglie “false”? l’Argentina aveva battuto l’Uruguay,una partita giocata sotto una pioggia battente, i calciatori erano usciti dal terreno di gioco inzuppati,appesantiti dall’acqua assorbita dal tessuto delle maglie fornite da una nota marca di articoli sportivi. Fu allora che Carlos Bilardo, commissario tecnico della nazionale, chiese ai collaboratori di avere divise più leggere,realizzate con materiali traspiranti, ma lo sponsor rispose che non c’era tempo per produrre altre maglie. Fu allora che l’allenatore ordinò di recuperare a qualsiasi costo maglie più idonee alle condizioni climatiche del Paese che ospitava i Mondiali di calcio. L’acquisto avvenne nel giro di poche ore in un mercato popolare,si trattava di maglie blu decisamente più leggere. I calciatori sapevano che le maglie che avrebbero indossato erano “non originali” ma sapevano anche che avrebbero avuto maggior comfort e tentare l’impresa nella quale poi riuscirono: battere l’Inghilterra!

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