REFERENDUM – C’È CHI DICE NO!
L’editoriale di Mario Barbarisi
Il risultato del Referendum sulla “riforma” della Giustizia non lascia dubbi: la gente ha votato contro il Governo, è stato un voto politico, esattamente come accadde con Renzi,con la differenza che fu proprio quest’ultimo a condizionare l’esito dichiarando che in caso di sconfitta sarebbe andato a casa. A casa Renzi non ci è andato,come non ci andò Conte nonostante le promesse e l’annuncio di tornare in cattedra al termine del mandato. A Montecitorio si sta comodi, impossibile lasciare, è questa la verità! Chi siede tra i banchi di Governo e di opposizione non può capire i bisogni delle famiglie,il costo della vita, gli aumenti, l’assistenza sanitaria…tutte cose che non sfiorano i “privilegiati”. Ecco perché è sbagliato attribuire la vittoria,se di vittoria si può parlare, del NO al referendum. Hanno vinto i cittadini che sembravano distratti e assenti alle elezioni politiche,ma in realtà erano solo disinteressati,o meglio disgustati,dal teatrino di una politica che spesso premia fannulloni e delinquenti. Si avete letto bene,tangentopoli non è mai finita, si è trasformata,ha assunto altri connotati ma tutti in grado di disgustare gli italiani. I casi Del Mastro, Santanchè,La Russa, Crosetto….hanno portato alle urne circa 3 milioni di italiani in più per dire NO a questo Governo e se si votasse per l’opposizione statene certi che anche in quel caso i cittadini sarebbero pronti a bocciare,a dire NO! Della riforma della Giustizia ce n’è bisogno,ha ragione il Procuratore Gratteri,ma di riforme serie, in grado di velocizzare i procedimenti nelle aule dei Tribunali,dove mancano strumenti e personale. C’è chi dice NO,non è solo il titolo di una celebre canzone di Vasco Rossi ma è un movimento che prende forma quando serve,e quando possibile,per dire basta ad una politica cialtrona insufficiente a rappresentare le istanze degli elettori di ogni schieramento,ma soprattutto di coloro che non si riconoscono in nessuna delle parti.
