22 E 23 MARZO AL VOTO PER UN REFERENDUM… INUTILE PER LA GIUSTIZIA!

Di Mario Barbarisi

Il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo al centro del confronto politico e scontro parlamentare è del tutto inutile: non cambierà una virgola per i cittadini. Ha ragione Crozza che in una delle sue gag dice che la gente non parlava d’altro che della necessità di separare le carriere dei magistrati. I problemi reali sono altri: processi troppo lunghi, mancanza di personale e strumenti per attuare una vera digitalizzazione. E poi c’è un dato per nulla secondario: il costo! Il referendum costerà allo Stato una somma che oscilla tra 300 e 400 milioni di euro. Una cifra che include non solo schede elettorali e apertura dei seggi, c’è una vera e propria organizzazione complessa con circa 60mila sezioni elettorali, scrutatori, presidenti di Seggio,addetti alla logistica e alla sicurezza, poi c’è la stampa delle schede e del materiale informativo insieme alla cancelleria e alla gestione informatica delle operazioni. Si tenga, infine,presente che si tratta di una consultazione singola,non accorpata con elezioni politiche,regionali o comunali. 400 milioni di euro per “non risolvere” i problemi della Giustizia! Un importo rilevante per i conti pubblici e, quindi, per tutti i cittadini. Il risultato? Scontato: vedremo tutte le forze politiche vincitrici, maggioranza ed opposizione,a perdere saranno sempre e solo i cittadini italiani.

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