ALTA IRPINIA- NO ALL’EOLICO!
Aquilonia (AV) – Giovedì 19 febbraio, la Casa della Cultura di Aquilonia si trasformerà nel palcoscenico a favore “dell’eolico selvaggio”. Sotto il titolo “Qual buon vento”, Legambiente Campania presentera’ un dossier che, nelle intenzioni dovrebbe convincere cittadini e comitati della bontà di un’industria che ha già compromesso irreversibilmente il paesaggio.
(Dall’anno 2000 ad oggi sono oltre diecimila le pale eoliche installate in Italia meridionale, in assenza di un piano energetico nazionale definito pertanto può essere considerato “Eolico selvaggio” ndr)
Assistere a questo “forum” per i sostenitori del No all’eolico riapre una ferita profonda. È inaccettabile che in nome dell’ “Ambiente” si faccia ancora una volta promozione dei giganti dell’energia, agendo con operazioni di marketing per le multinazionali del vento. È necessario, secondo i promotori del NO,difendere il territorio e la sua biodiversità anziché scegliere di avallare una strategia che non sembra portare benefici alle comunità locali, ma solo profitti privati e desertificazione sociale.
Altrettanto grave, continua la nota del dipartimento Ambiente di Rifondazione Comunista, è il ruolo delle Amministrazioni Comunali, di Sindaci e Amministratori che prestando il fianco e i luoghi istituzionali a iniziative del genere rischiano di adottare una politica di inconsapevole sudditanza verso un modello di sviluppo calato dall’alto. Invece di farsi scudo contro l’assedio delle nuove pale e difendere l’identità di Paesi e comunità come quella di Aquilonia, Si spaccia spesso per “transizione ecologica” quella che è, a tutti gli effetti, una svendita del patrimonio paesaggistico dell’Irpinia.
Il dossier che verrà presentato parla di “buone pratiche”, ma la realtà che vivono le comunità locali ogni giorno è fatta di scavi mastodontici, strade interpoderali distrutte e un orizzonte punteggiato da acciaio e cemento. Non abbiamo bisogno di nuovi forum celebrativi, né di pseudo-studi scientifici commissionati per giustificare nuovi impianti.
Il Partito della Rifondazione Comunista – Federazione Irpina,a tal riguardo , interviene ed esprime la più ferma contrarietà a questo modello di sviluppo. “Siamo stanchi di assistere a una transizione energetica gestita dai privati e pagata in termini di sacrificio delle nostre terre. Ogni nuova pala eolica, in questo contesto, non rappresenta un passo avanti per l’ambiente, ma un passo indietro per la democrazia e la sovranità popolare. Mentre i territori si impoveriscono, i profitti finiscono nei bilanci di fondi d’investimento e multinazionali che qui non lasciano nulla, se non macerie e cemento.
Chiediamo con forza che si fermi questa deriva. Il territorio di Aquilonia e dell’Alta Irpinia hanno già dato troppo. È ora che le istituzioni locali smettano di fare da tappeto rosso per gli speculatori energetici e che le associazioni ambientaliste tornino a fare il loro mestiere: proteggere la terra, non chi la sfrutta.
Invitiamo la cittadinanza a non partecipare e a mobilitarsi per una gestione pubblica e partecipata dell’energia, che metta al centro i bisogni delle comunità e la tutela del paesaggio, e non gli interessi di pochi.”
Dipartimento ambiente – Segreteria Provinciale
PRC Irpinia
