ACQUA INQUINATA, DISPOSTI ULTERIORI CONTROLLI SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE

Dopo i casi accertati di inquinamento dell’acqua potabile che sgorgava dai rubinetti dell’ospedale “Della donna e del bambino” di Borgo Trento, a Verona, con un batterio killer, (il CITROBACTER) che avrebbe causato il decesso di almeno quattro neonati, provocando anche numerosi casi di malformazione cerebrale con conseguenze e danni permanenti, sarebbero state impartite direttive per verifiche ed accertamenti su tutto il territorio nazionale, con particolare riferimento alle strutture ospedaliere. I casi di Verona (sarebbero stati accertati almeno 96 contagi in soli due anni) , oggetto di una inchiesta giudiziaria, tuttora in corso, seguono le vicende denunciate da Legambiente e dalle Autorità nell’anno 2018,quando vennero trovati agenti altamente inquinanti nelle acque ad uso civile di una vasta area del Veneto, all’epoca si riscontro’ la presenza di “pfas”, un residuo della lavorazione INDUSTRIALE, molto tossico per ingestione. Sembrerebbe che le aree della penisola colpite da inquinamento delle falde acquifere siano numerose e “stranamente” ignote agli inquirenti, nonostante le numerose segnalazioni effettuate da cittadini, associazioni e movimenti. In Irpinia il pensiero va immediatamente alla Valle del Sabato, tristemente famosa per le numerose lavorazioni con scarichi che hanno prodotto ingenti danni al l’ecosistema con conseguenze accertate sulla salute degli abitanti del circondario, fino ad arrivare al capoluogo irpino, dove si registra da numerosi anni una pessima qualità dell’aria.

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